Maria Teresa Benedetti (1978)

Nel lavoro di Fausto Roma due aspetti si evidenziano immediatamente: la curiosità per la manipolazione dei materiali e il gusto della grande dimensione.

In questa mostra egli propone un percorso che, saldando varie sperimentazioni (materiche, fotografiche, grafiche) sfocia in una pittura in cui si avvertono esiti anche di carattere decorativo.

L’esperienza materia, nata in forme più fluide ed ampie all’interno del lavoro collettivo, è bloccata in piccoli contenitori, nei quali la luce filtra attraverso un vetro affumicato cita una parallela esperienza fotografica; gli elementi grafici da essa desunti, vengono utilizzati in una duplice direzione: da un lato nella serie dei “bitumi”, in cui si esplica una gestualità non priva di timbro, dall’altro nelle tele che, se liberano il “motivo”, ambiscono a porsi come testimonianza di un itinerario dominato dal controllo progettuale.

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