La tecnica da lui usata rimanda all’astrattismo post-pittorico americano, quello di Morris Louis, Kenneth Noland, Frank Stella: una pittura tuttavia lavorata con colori acrilici diluiti in modo che essi possano spandersi sulla tela distesa orizzontalmente…
L’elemento che porta Fausto Roma a differenziarsi dagli americani, al di là della sua particolare tecnica di utilizzare marchingegni per creare forme-colore, il pennello interviene solo per compire gli spazi rimasti o lasciati, vuoti, sta nella diversità degli intenti: mentre gli impressionisti americani, sotto il peso di una situazione disumanizzata, quella degli anni ’50, Fausto Roma, nel gettare e mescolare colori direttamente sulla tela, nemmeno per un momento li abbandona, fermandosi solo quando sente di poter vedere nelle immagini realizzate le mutevoli, complesse e fantastiche associazioni con l’dea della natura, che è maturata in lui dopo essere stata soggetta agli ondeggiamenti e direi quasi alle maree del colore…

