«Un'idea figlia della Costituzione che invita a promuovere ogni opera. A dispetto del mercato»
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Sicché ho accettato volentieri d'indicare un nome: Fausto Roma opera alla periferia dell'Impero, ma a mio parere è un artista straordinario. Posso sbagliare, certo, e ciascuno di voi potrà misurare l'errore (www.faustoroma.it). Del resto sbaglia l'asino, benché abbia una gran testa. Ma se è per questo, sbagliano pure i critici togati: dai falsi di Modigliani (1984) a quelli di Andy Warhol (2007), la storia è piena d'abbagli con una firma illustre in calce. L'abbaglio più grosso, tuttavia, è di chi ha già caricato i cannoni contro questa Biennale. Peggio: di chi rimprovera agli intellettuali di sinistra d'essersi prestati a un pifferaio di destra, come se anche il giudizio estetico fosse un referendum pro o contro Berlusconi. E allora vediamoci a Venezia, inforchiamo sul naso un paio d'occhiali, valutiamo laicamente. Poi, magari, ne parliamo.
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