Nella pittura di FAUSTO ROMA, si compenetrano in maniera interessante alcune problematiche dell’arte contemporanea, non già in un generico complementarismo e tanto meno in un facile eclettismo, al contrario dell’innegabile desiderio retrospettivo di recupero storico filtrato e selezionato da una ricerca profonda e meditata. Inoltre, nonostante i diversi richiami formali all’arte contemporanea, la pittura di Fausto Roma, nel controllo delle idee e dei contenuti, si presenta come fenomeno unitario, nell’insieme omogeneo, dei sogni e nella interpretazione visiva dello spazio. La ricerca, inoltre, se condotta con rigore, si espleta mai nella soglia epidermica e superficiale della novità iconografica, al contrario si arricchisce nei sottili labirinti dell’ “intelligenza” attraverso il continuum morfologico, grammaticale e sintattico dei valori collaudati e verificati dell’arte contemporanea. In questo senso la pittura del giovanissimo artista è matura e presaga di significati.
Il senso materico che scaturisce dal Burri, il senso di alfabetizzazione semiologica che deriva presumibilmente dal Caporossi, ed infine la sottigliezza del “ricamo” spaziale di estrazione paciana, sono di fatto riscattati e riscoperti in un quadro complesso di nuove relazioni. L’impaginazione e il ritmo si collocano in nuove stesure con positive e tutto sembra essere “superato” da una nuova trama grafica.
Gli ingredienti della pittura dell’artista, sono molti e tuttavia nella fase di ricerca e ancora soggetti a variazioni e approfondimenti, pure nonostante gli ulteriori sviluppi di tali iter è già possibile sottolineare l’interesse dell’artista per la “materia”, per la semiologia come analisi iconografica degli elementi grafici essenziali.

