Elemento importante è la realizzazione delle opere, che diventa quasi una sorta di programma o statuto proclamato, un vero e proprio manifesto; non di gruppo, beninteso, ma di un singolo individuo che dichiara la propria libertà d’azione. Fausto Roma, singolo artista, con la stessa forza dichiara la propria libertà ad esprimersi sia con la pittura che con l’istallazione… Questa doppia anima dell’artista è una condizione estremamente attuale. La doppiezza contraddistingueva l’artista manierista del ‘500, poiché essa era sintomo della crisi.
Ancor più oggi, siamo in un’epoca di crisi, ed ecco appaiono artisti come Fausto Roma che mettono in scena un atteggiamento duplice, e che si sdoppiano evocando il dubbio come condizione essenziale, addirittura legittimandolo… ma proprio l’uso di un simbolo, di un’icona funge anche come metafora essenziale (la nassa), si evince l’inganno, il dubbio come poetica dell’esistenza.
Come una specie di cornucopia la nassa raccoglie e fa uscire a cascata le emozioni. Gli ori della vita: come afferma l’artista c’è all’inizio di quest’ultimo ciclo la volontà di raccogliere e raccontare i passaggi, “GLI ORI” della vita, ovvero le emozioni più significative, ciò che infine esso può realmente affermare di possedere in maniera inalienabile.

